giovedì 4 agosto 2011

Dio mi liberi

dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride, dall'orgoglio che non s'inchina davanti a un bambino.

KAHLIL GIBRAN




mercoledì 3 agosto 2011

"Se rimarrai in questa casa,

affidata alle nostre cure, e se riposerai, potrai camminare al sole in questo giardino, come e quando desideri, e guarderai a oriente, ove sono tutte le nostre speranze.
E qui troverai me, che passeggio e attendo, e guardo verso oriente. Allevieresti le mie pene, se discorressi con me, o passeggiassi a volte in mia compagnia."

Allora ella levò il capo e lo guardò negli occhi, e il suo pallido viso si colorì. "Come potrei alleviare le tue pene, mio signore?"
"Vuoi la mia sincera risposta?" egli disse.
"La voglio."
"Allora, Eowyn di Rohan, ti dico che sei bella. Nelle valli delle nostre colline crescono fiori belli e splendendi e fanciulle più splendenti ancora; ma non ho visto sinora a Gondor nè fiore nè dama così meravigliosa e così triste. Forse non ci resteranno che pochi giorni prima che l'oscurità sommerga il mondo, e quando arriverà spero di affrontarla deciso; ma allevierebbe le pene del mio cuore vederti finchè brilla il Sole."
< ..... >
"Sette giorni" disse Faramir "Ma non pensare male di me, se ti dico: mi hanno recato una gioia ed una pena che non immaginavo mai di provare. Gioia di vederti, ma pena, perchè timori e dubbi sono aumentati in questi giorni infausti. Eowyn, non vorrei che questo mondo finisse adesso, e che perdessi così presto ciò che ho trovato."
<.....>
E in quel momento le loro mani si incontrarono e si strinsero, ma essi non lo sapevano. E continuavano ad attendere qualcosa.
<....>
E guardò di nuovo Faramir. "Non desidero più essere una regina." disse.
Allora Faramir rise, felice: "Meno male " esclamò " Perchè io non sono un re. Eppure sposerò la bianca dama di Rohan, se ella lo vorrà. E se ella lo vorrà, potremo attraversare il fiume in giorni più felici e dimorare nello splendore dell'Ithilien e coltivarvi un giardino. Ogni cosa vi crescerà con gioia, se coltivata dalla Bianca Dama."
"Devo dunque lasciare il mio popolo, uomo di Gondor?" Ella disse "E vorresti che la tua gente orgogliosa dica di te 'Ecco un signore che ha domato una selvaggia fanciulla del Nord! Non vi era dunque una donna della razza dei Numenoreani ch'egli potesse scegliere?'"
"Lo vorrei". Disse Faramir. E la prese fra le braccia e la baciò sotto il cielo assolato, e non si curò di essere in piedi sulle mura, visibile a molti. E molti infatti li videro, e videro la luce che brillava intorno a loro mentre scendevano dalle mura e si recavano, mano nella mano, nelle Case di Guarigione.
E al custode delle Case Faramir disse: "Ecco Dama Eowyn di Rohan, ed ora è guarita."

JOHN RONALD REUEL TOLKIEN, IL Signore degli Anelli




venerdì 29 luglio 2011

Perchè le persone ..

... non riescono a compiere una scelta così semplice? Perchè vivono come vermi, come perdenti? Preparando da mangiare, mangiando e andando a dormire. Anche chi ama prima o poi dovrà morire. Però intanto è vivo.

(BANANA YOSHIMOTO - KITCHEN)


lunedì 4 luglio 2011

Chiedersi che cosa sia l'amore ..

..non ha alcun senso, cara sorella.
L'amore o l'hai vissuto o non l'hai vissuto. L'amore è l'amore, non c'è nient'altro da dire. Sono le ali che mi battono in petto e mi spingono ad azioni che a te sembrano irragionevoli. Ed è proprio questo che a te non è mai successo


MILAN KUNDERA " L'immortalità"

giovedì 26 maggio 2011

POI NON E' CHE LA VITA VADA COME TU TE LA IMMAGINI.

Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così... Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo.. salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E' lì che ti salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi ero fatta tanto di quel male che non te lo puoi nemmeno immaginare.

ALESSANDRO BARICCO, "Oceano Mare"

lunedì 23 maggio 2011

PORTARE LA NOSTRA PARTE DI NOTTE...

.... la nostra parte di mattino;
di immensa gioia riempire il nostro spazio, il nostro spazio riempire di disprezzo.
qui una stella, là un'altra stella.
Qualcuno smarrisce la via!
Qui una nebbia, lì un'altra nebbia;
poi, il giorno!!!!!

EMILY DICKINSON